Blog della Prof.ssa Cristina Galizia

Blog della Prof.ssa Cristina Galizia
Docente di Lettere presso l'Istituto Comprensivo di San Vito Romano (RM)
Arengo era l'antica via dei paesi medievali dove si svolgevano commerci e scambi. Arringo è il nome dialettale della via che abbraccia la parte vecchia di San Vito Romano...una sorta di "raccordo anulare" insomma!
Questo blog vuole essere una piazza virtuale, luogo di incontro e di scambio di idee per tutti coloro che credono nella scuola, che vogliono mettere a frutto i propri talenti e che hanno tanta voglia di crescere insieme. (C.G.)


20/mag/2013

A scuola di legalità: Riflessioni e metariflessioni IA IIA

Pubblico qui alcuni dei testi che i ragazzi di Ia e di IIA stanno elaborando

I lavori sono in fase di stesura.
Intanto questo è il lavoro di progettazione di un alunno di IA, Tommaso Rossi:



Buon lavoro ragazzi di IA e IIA!!!

La prof

13/mag/2013

A scuola di legalità: incontro con il magistrato Armando Rossini- Associazione "Sulle regole" di Gherardo Colombo - Tutte le classi.

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Il 9 Maggio scorso, a conclusione del progetto "A scuola di legalità", i ragazzi della Scuola Secondaria hanno avuto la possibilità di incontrare il dott. Armando Rossini, Magistrato minorile onorario presso la Corte d'Appello de L'Aquila, parte attiva dell'Associazione "Sulle regole", associazione nata per diffondere, con Gherardo Colombo, i temi della legalità, sia nelle scuole e tra i cittadini.



Il magistrato ha avviato l'incontro chiedendo subito ai ragazzi cosa intendessero per LEGALITA' e varie sono state le risposte (in verde gli interventi dei ragazzi, in viola quelli del magistrato):

-Il rispetto delle leggi

-Fare quello che dice lo Stato

-Rispettare le regole

...fin quando, dalla prima fila un ragazzo risponde:

-RISPETTARE GLI ALTRI! La legalità è rispettare gli altri!

Centro! ;)



Ed è stata proprio la parola RISPETTO il filo rosso di tutto l'incontro. Il Dott. Rossini ha infatti chiesto perché ciò fosse necessario e perché dunque fossero necessarie le leggi e le regole.

-Ragazzi, a cosa servono le leggi?
-Servono a tutti!
-E perché?
-Altrimenti ognuno fa quello che vuole...Le leggi servono per farci stare meglio!

Sì, le leggi e le regole servono al nostro ben-essere, al RISPETTO reciproco.

-E che differenza c'è tra REGOLA e LEGGE? - ha quindi chiesto il dott. Rossini.

E dato che i ragazzi hanno avuto qualche incertezza nel rispondere, alcune foto li hanno aiutati.

-Ragazzi, guardate questa foto...Vi ricordate la "testata" di Zidane?
-Siii!

-Ecco, Zidane non ha rispettato il regolamento del calcio, dove una testata non è ovviamente ammessa: ha contravvenuto alla regola di non fare falli e quindi ha subito una esclusione, ovvero l'espulsione. Ecco, la regola è dunque una norma valida in un gruppo e, se non viene rispettata, si viene espulsi dal gruppo...Esattamente come avviene quando non si rispetta il regolamento di Istituto, arrivando addirittura alla sospensione....o come avviene nei regolamenti di condominio...La regola è un accordo preso all'interno di un gruppo, per far vivere meglio...


-E la legge, allora? Che COSA E' LA LEGGE?


-Se le regola è quella di un gruppo, allora la legge è quella che fa lo Stato!- hanno risposto i ragazzi.
-E che caratteristiche ha? vale solo per un gruppo?
-No, vale per tutti
-Riguarda solo dei casi particolari?
-No, vale sempre!
-E se non viene rispettata, che accade?
-Vai in galera!

E così, domanda dopo domanda, il magistrato ci ha guidato verso la definizione di LEGGE, come regola GENERALE, ASTRATTA E CON FORZA COERCITIVA ASSOLUTA.

 Quindi siamo passati all'illustrazione della struttura della nostra Costituzione e alla differenza tra società verticale (come quella degli egizi, o anche quella del Sud Africa o della Corea del Nord) e quella orizzontale: iniqua distribuzione dei diritti/doveri nella prima contro partecipazione di tanti e rispetto di ognuno nella seconda. E per far meglio comprendere il significato di DEMOCRAZIA, che potremmo definire "governo di un popolo, nel quale ci si ascolta l'un l'altro", abbiamo letto una bella citazione di Voltaire:

"Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita affinché tu lo possa dire!"


-Ma la legge è sempre giusta, ragazzi?

E qui un coro di "Nooo" da parte degli alunni ha sottolineato, purtroppo, quel senso di sfiducia che i giovanissimi provano verso la politica e i suoi rappresentanti, sfiducia che molti insegnanti che si affaticano per trasmettere rispetto per lo stato e per i suoi rappresentanti conoscono fin troppo bene.
Il magistrato ha così sia stimolato i ragazzi a distinguere  "chi fa un reato" dal "ruolo che ricopre": come non è giusto dire che il calcio è tutto corrotto solo perché ci sono, purtroppo, giocatori corrotti, così non è giusto condannare l'intero mondo della politica a causa degli uomini politici corrotti che le fanno cattiva pubblicità. Ha tuttavia proseguito, dando in questo ragione ai ragazzi, ricordando che nel passato di legge ingiuste ce ne sono purtroppo state diverse: le leggi razziali di Mussolini, l'apartheid del Sud Africa, la schiavitù in America...

-E quando non è giusta una legge?
-Quando non rispetta la persona! -hanno risposto subito in molti (ormai avevano colto e andavano sicuri! ;) ).

E così, a conclusione del percorso, abbiamo letto alcuni dei 12 principi fondamentali della nostra Costituzione, soffermendoci in particolare sull'articolo 3. Diversi alunni hanno presentato e commentato i loro lavori:

  I LAVORI DELLA IIIB: 
L'ALBERO DEI DIRITTI





Giulia e Livia presentano i lavori






In primo piano, la ricostruzione della strage di Capaci, lavoro dei ragazzi di IA, donata al magistrato  a ricordo dell'incontro



I Dodici Prìncipi della Costituzione, IA IIA



Ragazzi di IA e IIA che commentano il lavoro





Molto commovente è stata la parte finale dell'incontro, quando il dottore ha ricordato il rapporto che aveva con Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo, magistrato anch'ella, soffermandosi in particolare su quel 23 maggio 1992, tristemente noto.


Ringrazio, a nome della scuola e dei ragazzi, il dott. Rossini, per averci dato la possibilità di incontrarlo, per aver parlato con noi della NECESSITA' DELLA LEGALITA', a volte sopportando pazientemente l'esuberanza dei ragazzi.

Così, voglio salutare sia il dott. Armando Rossini che voi ragazzi che leggete il blog con una storia, scritta da altri alunni, affinché noi tutti possiamo riflettere e meditare circa questo incontro e l'intero percorso affrontato insieme quest'anno:

IIL PAESE SENZA REGOLE
Il paese senza regole
In un paese di questo mondo la gente si era proprio stancata delle regole. Tutto era comandato: a che ora dovevano alzarsi, a che ora dovevano essere sul posto di lavoro. Agli scolari veniva prescritto a che ora cominciava la scuola e quando potevano tornare a casa. E poi dovevano portarsi un fazzoletto, lavarsi i denti, avere le mani pulite, attraversare la strada sulle strisce, non camminare in mezzo alla strada.

Veramente, le regole erano tante e per tutti, grandi e piccoli; perciò la gente si mise d'accordo e decise: "D'ora in avanti non ci saranno più regole. Che bello!". Naturalmente la scuola rimase vuota, perché i ragazzi preferivano andare a giocare. La gente metteva i tavoli in mezzo alla strada perché lì c'era più sole. I giovani alzavano gli stereo al massimo volume, ventiquattro ore su ventiquattro. Quando la gente voleva andare a dormire, gli altoparlanti continuavano a trasmettere musica a tutta forza. Era una gran confusione!
Nel pieno della notte, un uomo si mise a suonare le campane della chiesa. La gente accorse sulla piazza e quando tutti furono riuniti alcuni esclamarono: "No, così non possiamo più vivere!". "No, così non possiamo più vivere!", risposero tutti.

"Dobbiamo avere delle regole. Sì, vogliamo di nuovo avere delle regole!", ripeté in coro tutta la gente.
E insieme cominciarono a fissare alcune regole:

  • I bambini devono obbedire ai genitori
  • I genitori devono amare i figli
  • Nessuno deve fare del male all'altro
  • Bisogna dire la verità...
Ne stabilirono tantissime. Qualcuno ne diceva sempre una nuova, necessaria perché la vita fosse possibile.
Alla fine uno suggerì: "Non potremmo riassumere tutte queste regole in alcune poche che le contengano tutte?".
Un ragazzino sveglio e vivace si fece avanti e disse che la maestra aveva insegnato dieci regole che riassumevano tutte le regole possibili. E cominciò a recitare:

  1. RISPETTA GLI ALTRI
  2. RISPETTA IL BABBO E LA MAMMA
  3. RISPETTA TE STESSO
  4. RISPETTA L'AMBIENTE
  5. RISPETTA LE REGOLE DEL VIVERE INSIEME
  6. NON UCCIDERE
  7. NON RUBARE
  8. NON DIRE BUGIE
  9. NON COMMETTERE ATTI VIOLENTI CONTRO LE PERSONE E LE COSE
  10. NON ESSERE INVIDIOSI DI CIÒ CHE HANNO GLI ALTRI"
"Sì, queste regole ci vanno proprio bene!", dissero tutti. E se ne tornarono a casa, felici e contenti.
Da quel giorno in quel paese tornò la vita, la pace, la libertà e la gioia.

  (Tratto da:J. Osterwalder, Raccontami una storia che parla di Dio e rielaborato da Nicoletta Farmeschi e Silvia Stagnari
(testo preso da http://www.folle-mente.it/synestesinet2/nic/cesena/paese.htm))


Di nuovo grazie, magistrato Rossini.

Grazie, infine, alla Associazione Culturale Gruppo Logos che ha permesso l'incontro e all'appoggio continuo della prof.ssa Marisa Tola e della signora Loretta Pistilli.
 La prof

08/mag/2013

A scuola di legalità: Per questo mi chiamo Giovanni _IA IIA

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Tra il primo e il secondo quadrimestre gli alunni di IA e IIA hanno letto "Per questo mi chiamo Giovanni", di Lugi Garlando, libro che emozionato, coinvolto moltissimo i ragazzi: hanno vissuto, insieme al racconto, la storia di Giovanni Falcone, questo bambino che lottava per difendere i compagni e che da grande sarà il Maradona che driblerà e segnerà i goal più importanti al "mostro senza volto". E così i ragazzi hanno conosciuto Ninni Cassarà, lo sceriffo senza paura, Rocco Chinnici, che parlava ai giovani, Alberto Dalla Chiesa (quale meraviglia per i ragazzi collegarlo alla presentatrice di trasmissioni televisive!), Paolo Borsellino, il grande amico, Antonino Caponnetto, il secondo padre di Giovanni; hanno quasi vissuto sulla loro pelle...la cattiveria del "carciofo" e delle sue cosche, rivivendo il giuramento del santino, la morte di Giuseppe di Matteo, al pari di un'aspirina in un bicchier d'acqua, la freddezza de "u' verru" che schiacciò quel famoso pulsante che il 23 Maggio 1992 farà saltare in aria macchine, persone e speranze sull'autostrada Palermo-Trapani.
I ragazzi si sono spesso meravigliati, commossi, hanno partecipato attivamente ed emotivamente al racconto.
Queste le slide di supporto usate durante la lettura, la fine di far vedere i volti dei personaggi scritti nel libro, volti reali e tutt'altro che inventati.



Il libro ha dato origine a diversi lavori, molti nati spontaneamente, per iniziativa dei ragazzi. Diversi di loro (soprattutto in IA) hanno deciso di ricostruire l'attentatuni con Minecraft, un programma di costruzione di luoghi virtuali molto conosciuto e usato dai ragazzi. E così, molti hanno ricostruito lo svincolo per Capaci, le tre macchine coinvolte (la blu e la marrone della scorta e la bianca di Giovanni e Francesca), la collina del maiale, il cunicolo sotterraneo sotto l'autostrada, la voragine del dopo-esplosione.
Ecco quindi il primo lavoro, interamente creato  e condiviso da Tommaso Rossi IA (BRAVO!)

 


Altri ragazzi hanno curato invece la ricostruzione del luogo dell'attentato tramite cartoncino. Bel lavoro anche il loro! BRAVI Sasha, Matteo, Laura, Gianmarco, Valerio!!!



Presto altri lavori, con Minecraft e/o cartacei e riflessioni sul libro letto, sia di IA che di IIA!
Stay Tuned! ;) 

06/mag/2013

A scuola di legalità_I principi della Costituzione italiana _IA e IIA

In chiusura dell'anno e in preparazione di un incontro con un magistratio dell'Associazione "Sulle regole", Inizia l'analisi dei principi fondamentali della nostra Costituzione, attraverso la

Lettura di  http://www.edscuola.it/archivio/comprensivi/costituzione_bambini.pdf ;
 poi la spiegazione in http://www.edscuola.it/archivio/comprensivi/costituzione_bambini.pdf

Questo il lavoro che abbiamo fatto a scuola e sul quale dovete lavorare, scrivendo commenti e riflessioni:


I dodici principi della costituzione from CristinaGalizia

Ecco come...hanno fatto parlare i ...prìncipi i ragazzi di IA:



...queste invece le parole che...i prìncipi hanno detto ai ragazzi di IIA ;) :


La prof

20/apr/2013

A scuola di legalità: A scuola d'accoglienza con Katirisa Kahindo _tutte le classi

Giovedì 11 Aprile i ragazzi dell'Istituto...sono stati in Congo.
Non ci credete? ;)

Qualche giorno fa, Katirisa Kahindo, Presidente Nazionale della "Società Civile Congolese d'Italia" ha svolto, per tutti i ragazzi della scuola secondaria di Igrado, due incontri, con lo scopo di spingere i ragazzi ad interrogarsi su cosa sia il diverso, l'"altro", lo straniero" e, di riflesso, l'accoglienza o la discriminazione.
Qui un video che vi presenta il personaggio: una donna, mamma, impegnata nel sociale, ma soprattutto nella formazione degli adulti per l'autonomia, che è stata costretta dal regime e dalla guerra a venire in Italia con status di asilo politico nel 1997, senza aver mai potuto rimettere più piede nella sua terra. 
E' dovuta andar via, dunque, perché insegnava a pensare e ad essere autonomi. 
E' dovuta andar via, dunque, perché pensare è scomodo.



Katirisa ha inziato l'incontro senza dire nulla ai ragazzi:



Ha svolto tutto l'incontro attraverso le domande. Ed in primis ha chiesto "Una così, scura come me, vestita come me, da dove può venire?"
E se i ragazzi hanno detto subito "Africa", hanno avuto qualche difficoltà ad individuare il Congo sia come paese di provenienza, sia come stato africano:







Ha poi proseguito con il dialogo, guidando i ragazzi alla scoperta di lei, come altro e  smascherando una bella serie di pregiudizi:

-Che lavoro facevo lì in Africa, secondo voi?
-Casalinga / infermiera / sarta/ insegnante /aiutavi i bambini poveri...
-E che lavoro ho fatto secondo voi, quando sono arrivata in Italia, per vivere?
-Badante / Vendevi alle bancarelle/ Pulivi nelle case ....

Katirisa ha accolto ogni riflessione dei ragazzi, dicendo che, arrivata in Italia si è adattata a far di tutto (badante, baby sitter, ripetizioni di francese), ma ha continuato DA QUI a lavorare pe il suo Congo, martoriato da una guerra studiata a tavolino: e così ha creato una ditta di Import/Export di abiti usati per l'Africa e organizza ancora incontri di formazione per adulti sulle tematiche del commercio equo e solidale o di riflessione politica.




L'incontro poi, sempre attraverso domande, è proseguito sollecitando i ragazzi a riflettere sull'"Altro"...

-Voi due, seduti lì, siete amici?
-Si.
-Da tanto?
-Si.
-Vi conoscete bene quindi?
-Si.
-Allora dimmi tu quando ha pianto lui per l'ultima volta.
-.......che ne so....

Anche la persona che abbiamo a fianco dall'infanizia, anche l'amico che pensiamo di conoscere fino in fondo, è ALTRO, è DIVERSO da noi, ha molti aspetti che non conosciamo...

Esattamente come noi che, spesso, rigettiamo le culture diverse, perché STRANIERE, cioè STRANE ai nostri occhi, senza conoscerle.

E allora, senza tante parole, Katirisa ci ha fatto vivere un po' della sua Africa....INVITANDO I RAGAZZI A METTERSI NEI SUOI PANNI!!!


 E, dopo essere usciti, dopo 10 minuti alcuni ragazzi sono tornati COSI'!!!!





 Che cosa sono questi vestiti? ma come?
Sono i vestiti del matrimonio!!!! 
Il più colorato deve essere quallo della sposa, perché il colore è simbolo di fertilità!

La futura suocera si siede e la sposa deve sedersi sulle sue gambe, in segno di ACCOGLIENZA COME FIGLIA: come su quelle gambe è cresciuto il futuro marito, così ora crescerà sua moglie, che la suocera, accoglie come membro dell'intera famiglia!!!


E cosa si canta tutt'intorno? Ma ovvio!!! 
HAKUNA MATATA!!!!!!! 
Ovvero "Nessun problema!": non c'è nessun problema se una persona si unisce alla nostra famiglia, l'accogliamo senza pensiero!!!

Ed improvvisamente la sala collegio dell'Istituto è diventata una sala di canto e piena d'allegria, al canto di....

(forza ragazzi, ricantatela!!!! )



Jambo, jambo bwana
Habari gani, Nzuri sana.
Wageni, wakaribishwa
Kenya yetu, Hakuna Matata.
Kenya nchi nzuri, Hakuna Matata
Nchi ya maajabu, Hakuna Matata
Nchi yenye amani, Hakuna Matata
Hakuna Matata, Hakuna Matata
Watu wote, Hakuna Matata
Wakaribishwa, Hakuna Matata
Hakuna Matata, Hakuna Matata


E questa è la traduzione del testo:

Ciao, ciao signore
Come stai? Molto bene.
Stranieri, siete i benvenuti
nel nostro Kenya non c'è nessun problema.
Il Kenya è un paese bellissimo, non c'è nessun problema
un paese meraviglioso, non c'è nessun problema
un paese tranquillo, non c'è nessun problema.
Chiunque, non c'è nessun problema
è benvenuto, non c'è nessun problema




Grazie ancora Katirisa, per la...riflessione allegra che ci hai donato!!! Come ringrazio ancora l'AssociazioneCulturale GruppoLogos che ha favorito l'incontro!

La prof

26/mar/2013

A scuola di legalità IIA: Il muro dell'illegalità - I video

Da diverso tempo, ormai, in IIA, abbiamo iniziato una serie di riflessioni su quali atteggiamenti, sentimenti ci impediscano di rapportarci correttamente con l'altro, in un arricchimento reciproco, proficuo, rispettoso. Attraverso delle piccole drammatizzazioni, realizzate in classe a partire da letture svolte in classe (QUI), abbiamo notato che alcuni atteggiamenti non solo non ci facevano sembrare migliori o più forti, ma ci isolavano, ci inimicavano gli uni gli altri, ferivano chi avevamo vicino. Da queste attività e riflessioni (QUI), abbiamo costruito il nostro MURO DELL'ILLEGALITA', dove ogni mattone era appunto rappresentato dagli atteggiamenti sbagliati che ci bloccano e isolano dal mondo.
Questa è l'immagine interattiva che abbiamo costruito insieme.

 
Il Muro è stato poi anche animato e realizzato in diversi formati...MA QUESTA è UN'ALTRA STORIA, CHE VEDREMO IN SEGUITO :-)

I ragazzi hanno quindi scelto...UN MATTONE, commentandolo attraverso una poesia: parallelamente allo studio della letteratura e della Divina Commedia, hanno infatti scritto delle poesie libere, USANDO LA TECNICA DELL'OGGETTIVIZZAZIONE E DELL'ALLEGORIA (ispirandosi al nostro Dante).
Scelto infatti un sentimento/atteggiamento negativo, i ragazzi hanno ripercorso lo stesso percorso mentale che probabilmente fece  Dante, per rappresentare, ad esempio, il peccato attraverso la selva oscura.
Ci siamo chiesti:
-Come spiegare un sentimento astratto a un bambino?
-Paragonandolo!
-A cosa?
-A qualcosa che anche un bambino conosce.
-Ma qualsiasi cosa? O una specifica?
-Una cosa che ha a che fare con il sentimento.
-In che senso?
-Che abbia puni di contatto...
-...in modo che chi immagina quell'oggetto possa capire di quale concetto astratto si sta parlando. Bene,questo procedimento si chiama ALLEGORIA, che in greco vuol dire 'parlar d'altro'.

I ragazzi, quindi, hanno oggettivato il loro "mattone", seguendo questo tipo di procedimento mentale:



 SENTIMENTO
ATTEGGIAMENTO
 OGGETTO
 ELEMENTI COMUNI
 POESIA ALLEGORICA



X



Y
 STRUTTURA  
(il concetto astratto ha qualche punto di contatto con la fisicità dell'oggetto?):
AZIONI  
(l'oggetto "fa" delle cose che assomigliano all'atteggiamento? Produce conseguenze simili?)


  POESIA CHE PARLA DI "Y" ALLUDENDO E SPIEGANDO "X"
 
Le poesie sono, dunque, state scritte seguendo il procedimento allegorico, spiegando il sentimento e l'atteggiamento negativo partendo da un oggetto conosciuto e somigliante.
Infine, i ragazzi hanno completato il tutto trasformando le poesie in video, con immagini e musiche appropriate.

A voi i loro (bellissimi, fatemelo dire) lavori!
A presto per...saperne di più su come è proseguita la storia e su come proseguirà!
La prof

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Il pregiudizio - di Giulia Cinti




La sofferenza - di Chiara Bianchi


La violenza - di Alin Toderica 



La violenza - di Giulia Rossi 


La paura - Di Giacomo Colaneri 



La solitudine - di Georgi Dimitrov



La violenza - di Mauro Tolomei



La paura - Giorgia Quaresima

A scuola di legalità- Legalità in situazione - Elaborati IA IB

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Ecco a voi gli elaborati che le classi IA e IB stanno producendo a partire dal film "Sognando Beckham", film-pretesto per parlare di razzismo, pregiudizio, diritti e sogni.

La IA ha lavorato soprattutto su Spot, Poesie e Interviste.
 
Per gli spot, siamo partiti da qualche cenno sul linguaggio pubblicitario. Abbiamo notato che gli SLOGAN usano alcuni accorgimenti, per catturare l'attenzione di chi guarda o legge:

  1. Deve essere breve facile da ricordare
  2. Deve far sorridere
  3. Può contenere uno o più accorgimenti retorici:
  • Uso di rime (Senti che thé Santhé! /Altissima. Purissima. Levissima)
  • Uso di allitterazioni (Algasiv: dentiere ferme, gengive protette /Fiesta ti tenta tre volte tanto)
  • Uso di personificazioni (Geox, la scarpa che respira)
  • Uso di iperboli ( esagerazioni) (Dash, più bianco non si può)
  • Uso di doppi sensi, giochi di parole (E' Bello camminare in una valle verde - si gioca sul luogo di una valle verde e si allude alla marca di scarpe Valleverde)
  • Rielaborazione di proverbi, detti famosi (O così, o Pomì -rivisitazione di O così, o così, per dire che c'è solo un modo di fare una cosa).
Qui di seguito gli spot creati dai ragazzi di IA e IB, a casa e scuola (primissime consegne):

"I diritti naturali dei bambini" di G. Zavalloni- Interpretati da Giovanni Bacci

"I diritti naturali dei bambini e delle bambine" di G. Zavalloni - Interpretazione di Clarissa Ilari, Erica Proietti, Giorgia Proietti, Nicole Sallusti

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di Gianmarco Testa 



 Angelocola Eleonora, Erica Ronci......
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[altri spot]

POESIE

Alcuni ragazzi hanno interpretato i diritti attraverso le poesie (o video poesie). Ecco le prime consegne:



Vi ho chiesto di stare zitti
Vi ho chiesto di non fare domande
Vi ho chiesto di poter stare un po' con me.
Ascoltate le mie richieste, state in silenzio.
Non voglio parlare
non voglio ascoltare
non voglio né gridare, né sussurrare, 
Voglio il silenzio per pensare.
Ascoltate le mie richieste, state zitti.
[altre poesie]
INTERVISTE 
Altri ragazzi si sono concentrati nelle interviste assurde, interpretando i vari personaggi del film, immedesimandosi in loro e dando risposte verisimili al giornalista ;-) E così, Niccolò ha intervistato, Laura impersonava Jess, Matteo il padre, Claudia la madre, Clarissa la sorella, Marco l'allenatore e Federica l'amica Julie.


Il gruppo di...giornalisti (ok, la posa non è proprio da giornalisti :-) ma hanno lavorato bene )

  [testo dell'intervista e rielaborazione grafica stile "Novella 2000"]

FOTO:
 Nicole, Giorgia e Erica hanno lavorato alla interpretazione grafica di tutti i 10 Diritti naturali

 Nicola e Mara hanno lavorato sulle poesie del "Diritto al silenzio"

 Leonardo e Tommaso: poesia, ppt e video sul "Diritto alle sfumature"
 Giovanni e il "Diritto di manipolare"

 Gianmarco eil "Diritto di giocare liberamente"

 Clarissa e Claudia e il diritto all'amicizia

 La prof