Blog della Prof.ssa Cristina Galizia

Arengo era l'antica via dei paesi medievali dove si svolgevano commerci e scambi. Arringo è il nome dialettale della via che abbraccia la parte vecchia di San Vito Romano...una sorta di "raccordo anulare" insomma!
Questo blog vuole essere una piazza virtuale, luogo di incontro e di scambio di idee per tutti coloro che credono nella scuola, che vogliono mettere a frutto i propri talenti e che hanno tanta voglia di crescere insieme.
Prof.ssa Cristina Galizia
Docente di Lettere presso l'Istituto Comprensivo di San Vito Romano (RM)

19/nov/2009

Miniera di software didattici


Ragazzi, vi segnalo il sito http://www.didattica.org/index.htm, una vera miniera di software didattici. Sulla sinistra troverete un elenco delle varie discipline di studio: cliccandoci sopra si aprirà un'intera pagina di giochi didattici che potete installare sul vostro pc (gratuitamente) ed esercitarvi in qualsiasi materia e in qualsiasi momento vorrete, ma soprattutto in modo assolutamente piacevole e divertente!!!! Approfittatene! Molti sono veramente validi! 

Buon...divertimento!!!

Ps: metto comunque il link nella casella di testo apposita a sinistra del blog (widget di testo della sidebar sinistra), cosicché il link non vada perduto!

15/nov/2009

Nei panni di un podestà medievale - Scrittura creativa IIA

Finalmente, era ora!
Sono stato scelto come podestà di Bari. Sono molto contento di essere stato scelto. Ovviamente non deluderò il mio popolo, il comune si è appena formato ed io voglio amministrarlo al meglio.
Il feudalesimo è finalmente svanito, cancellato dalla faccia della terra , il sovrano non ci sarà mai più, sono sicuro.
E quei poveri servi ora sono liberi, quegli uomini non hanno più il bisogno di lavorare ed essere sfruttati. Ora possono mangiare, nutrire la propria famiglia. In questo comune appena formato la vita sarà perfetta.
Inoltre tra il popolo non ci saranno distinzioni, saremo tutti uniti. L’arengo svolge il suo lavoro nel migliore dei modi, grazie alla sua competenza fa sentire i cittadini a proprio agio, cosa che non succedeva all’epoca del feudalesimo. I miei fidati consoli, eletti dall’arengo (che devo ammettere ha fatto una scelta perfetta), mi hanno garantito che le leggi non saranno né troppo dure né troppo tenere: leggi rispettabili e devo dire che il popolo anche va fiero del lavoro da loro svolto. Sono delle brave persone, educate e disponibili sempre pronte ad aiutare e di questo devo ringraziare l’arengo che ha ottimo gusto nel scegliere i governatori di questa città.

Ora ho piacere a guardare i miei compaesani che camminano armoniosamente per le strade della città . Vedere il sorriso stampato sulle loro labbra riempie di felicità anche me. La pace avvolge questo comune, la serenità, la contentezza!
E il solo pensiero che fino a poco tempo fa la città era avvolta da tristezza, discordia e ingiustizia mi fa rabbrividire.
Quella povera gente era maltrattata , sfruttata e malpagata. Gli insulti la schiacciavano più di quanto potessero schiacciarli pietre e aratri. Quei luridi padroni hanno fatto la fine che si meritavano, ora la pace li ha soppressi e ha vinto con giustizia, dignità e merito.
Il comune oltretutto è ben organizzato anche in fatto di edifici pubblici e privati. Tutti ora si possono permettere una casa, tutti ora hanno la massima tranquillità nel fare passeggiate in giro per le strade senza la paura che accada qualcosa di pericoloso e malvagio.
Il sud ha conquistato inoltre, dignità, finalmente siamo qualcuno e quei tiranni dei Normanni, anche se ci hanno sottomesso e schiavizzato , ora hanno perso e il sud è in forte sviluppo culturale, commerciale ed economico.
Noi siamo novellini, questo comune ha appena preso vita, ma sento che sarà il migliore in assoluto.

Le genti future mi ricorderanno come: “IL MAGNO PODESTA’”, “IL MIGLIORE EROE DEI COMUNI”, “IL SALVATORE DELLE NOSTRE VITE E IL BENEFATTORE DEL COMUNE”.
Quando morirò mi dedicheranno statue e lastre in marmo pregiatissimo con incise frasi che ricordino la mia bontà, la mia grandezza e la mia disponibilità, e per il mio buon senso, la mia onestà e la capacità di amministrare la vita pubblica dei cittadini… tutta l’Italia mi contemplerà, no , tutta l’Europa mi ricorderà e mi contemplerà, anzi sono sicuro che il mondo intero mi ricorderà, mi contemplerà e parlerà a non finire del mio buon nome. In tutte le lingue verrà detta , ripetuta studiata a memoria la frase “Aquino Levanto, il podestà di Bari, era l’uomo più buono, gentile, disponibile, onesto, giusto,pacifico… dell’universo. Era il migliore.”
Tutta la gente che non mi ha conosciuto rimpiangerà, alla mia morte, di non essere mai venuta a Bari, di non avere mai avuto l’occasione di almeno solo toccarmi, o meglio osservarmi da lontano, direi anche solo vedermi di sfuggita con la coda dell’occhio.
Alla mia tomba accorrerà gente a non finire, e Bari mi ringrazierà di essere nato, di avere amministrato la città così bene, di avere concesso a ogni singolo cittadino la possibilità di vivere una vita placida, tranquilla e serena.
Oltretutto dall’arengo sono stati scelti i migliori consoli che esistono sulla faccia della terra l’amministrazione comunale andrà a gonfie vele. Anche se la carica sarà prevista solo per un anno la rivolta dei comuni sarà garantita, d’altronde con uno come me non si può fallire anche l’impresa più difficile e dolorosa. Sono sicuro che se all’epoca dei Greci fossi stato io il capo di quei trecento cavalieri spartani avrebbero sicuramente vinto. D’altro canto io gestisco le imprese degli eserciti a meraviglia e tutti i cavalieri mi lodano ora e mi loderanno per sempre.
I miei figli avranno spasimanti a volontà, tutte le donne più belle vorranno avere anche solo una misera opportunità con loro. E così avverrà per i figli dei miei figli e per i figli dei figli dei miei figli. Garantirò pace e giustizia più di quanta ce ne sia attualmente.
Però c’è un problema che potrebbe ribaltare la vita del mio comune, l’invidia. Tante qui a Bari sono le persone che vanno tenute a bada. Persone che possono far diventare questo comune un centro di rivalità, odio e ingiustizia. Il loro interesse è prendere il potere, si fanno guerra e non provano alcun sentimento nei confronti delle persone che esigono, perché lo meritano, pace e tranquillità. Queste persone vogliono solo riportare alla luce il disprezzo che c’era tra i ricchi e i servi.
Le parole “vita cittadina” non esistono nel loro vocabolario, la sete di potere li porta a fare gesti inconsulti, potrebbero andare fuori di testa.
Ma io non ho paura, io mantengo la promessa fatta a me stesso e al popolo, io mantengo la pace più assoluta, e questi elementi, senza bisogno di eliminarli, grazie a me non danno più fastidio, perché sono stato io a imporglielo, a ordinarglielo, a comandarglielo! Sto facendo di tutto per mantenere la calma, la preoccupazione non è mai entrata e mai entrerà nel mio comune, grazie alla mia saggezza nessuno si è accorto che ci sono state delle piccole discordie tra famiglie, agendo con astuzia sono riuscito a mantenere la pace. Io sono il migliore podestà, il magno il forte! Nessuno è in grado di sconfiggermi e il mio nome è sacro e la mia santificazione è proposta direttamente da Dio, le mie imprese sono le migliori e cambiano la vita del mondo. Non ho paura di niente perché il mio nome è Aquino Levanto.

Lucia Testa

Eccola lì- Parole d'amore scritte sul blog- IIA


Eccola lì, passare inosservata tra tante donne comuni una divinità. Non si sa da dove venga ma so soltanto una cosa: viene da una dimensione sconosciuta, inesplorata. Con quegli occhioni verde smeraldo fa svenire tutti gli uomini che si trovino sul suo cammino, con quei capelli dorati ruba il cuore a tutte le persone e con quella sua camminata strana … incanta perfino me, oh creatura oltremondana....

Rocca Mattia

10/nov/2009

Solo in un angolo- Poesia creativa IIA

Vestito di notte,
come un ladro
sulla finestra di una casa,
pronto a uccidere, per rubare...
Così fai con me,
sull'uscio del mio cuore,
fisso lì
stai per rubarlo
per portarlo via.
E perché non ti giri...
non ti fai vedere?
La paura che ti possa riconosce
ti lacera.
Così magnifico,
ma così impossibile.
Ma la fiamma del dolore
brucia anche me...
mi arde dentro.
Solo il pensiero di un tuo sguardo
mi fa toccare il sole
e sentire il calore,
mi fa pensare a te.
Ma la tua lontananza mi distrugge,
mi sento come una donna senza vita.
Possiedi il mio cuore e mai te ne libererai,
semplicemente custodiscilo,
accanto al tuo,
o in un angolo sperduto.
Mi basterebbe quello
per poterti stare vicino.
E quando scoprirai che esisto...
io non esisterò più.
Spiega le ali
e fammi sognare.
Avvolgimi nel tuo calore,
avvolgimi nel tuo amore.
Tienimi in mano,
proteggimi,
stretta
custodiscimi.
Riscaldami,
portami nel tuo mondo
e fammi ancora sognare,
sognare semplicemente
a occhi aperti.
E se ti dicessi che ti amo?
Rischierei ma
almeno...
Io non sono io
senza te...
TI AMO!

Lucia Testa

Soffro...ma amo - Poesia creativa IIA


Ti guardo incantata,
il mio cuore vuole uscire
prendere per mano il tuo cuore
e insieme fare passeggiate infinite
perché so che, se ti troverò
tutto si lluminerà


Maria Apostol

Poetiamo d'amore- Letteratura IIA

Oggi, grazie alla prof.ssa Enrica  Micocci che mi ha sostituito -causa influenza- e che ha iniziato al mio posto il lavoro di poesia creativa,  gli alunni di IIA hanno iniziato a produrre...POESIE D'AMORE!
Il punto di partenza è stato Gioiosamente canto, il noto componimento del poeta siciliano Guido delle Colonne. Qualche giorno fa, ho distribuito agli alunni questa scheda, spiegando VOLUTAMENTE il componimento in modo sommario, senza scendere troppo nel dettaglio, lasciando loro tutto il gusto della scoperta e anche...la difficoltà della parafrasi (comunque fornita nella scheda, data la difficoltà del testo e l'età dei ragazzi). Gli obiettivi erano diversi:
  • vedere come se la cavavano con un testo poetico medievale, come riuscivano a parafarasare un testo non noto e volutamente NON spiegato: non sono le cose difficili le più accattivanti, superate le quali l'autostima impenna notevolmente?
  • guidarli solo un poco nell'analisi del testo, spingerli ad andare quasi da soli alla ricerca dei significati secondi;
  • fargli toccare con mano come, da Guido Delle Colonne in poi, fino all'ultimo cantautore di San Remo, i topoi letterari sono più o meno sempre gli stessi.
Quindi ho dato per casa questa attività: sottolineare con colori diversi tutti gli aggettivi riguardanti la donna e il suo corpo, gli effetti dell'amore sul poeta e infine tutto ciò (se c'era) che aveva a che fare con il poeta-autore.


A colpo d'occhio, perciò, risultavano evidenti le caratteristiche della poesia siciliana (METODO INDUTTIVO):
  • la DONNA è perfetta, bellissima, attraente, lodata soprattutto per l'aspetto fisico; di lei si lodano solo alcune parti del corpo (che saranno poi standardizzate nella poesia successiva): capelli, pelle, bocca (la lode agli "occhi" sarà introdotta dallo Stilnovismo);
  • l'AMORE produce gioia, che a sua volta produce il canto, la poesia (l'Amore dittatore di Dante)
  • il POETA è succube della donna amata (topos questo molto diffuso nella poesia (non solo italiana) di tutti i tempi, fin ad arrivare alle canzoni di San Remo.


Oggi la prof Micocci (che ringrazio ancora) ha tirato le somme di questo lavoro e...dalla teoria i ragazzi sono passati alla pratica!
Ecco a voi alcuni dei loro elaborati!

08/nov/2009

Attività di potenziamento- Letteratura IIA

Bene bene, pane per i vostri denti ragazzi, questa volta. Come annunciato, eccovi una bella attività di potenziamento: COSA HANNO IN COMUNE SAN FRANCESCO, IVANO FOSSATI E NAZIM HIKMET?
Cliccando sul link, troverete la scheda di lavoro: i tre testi affiancati, qualche domanda per guidarvi nell'analisi e una tabella da compilare! Vediamo un po' chi di voi si cimenta in questo...viaggio nei testi e nel tempo!!! Scaricate la scheda e...all'arrembaggio!


Qui sotto il video You Tube della canzone di Fossati, in modo che, prima di leggerla, giustamente, possiate apprezzarla musicalmente: